INFARTO

Cos’è

Se stai visitando questo sito, può essere che tu abbia avuto una recente esperienza di infarto miocardico. Questa malattia cardiovascolare avviene quando, a causa di un ostacolo completo o parziale, chiamato coagulo, un’arteria coronarica non è più in grado di far affluire sangue al cuore. La parte di cuore o muscolo cardiaco alimentata da questa arteria non riceve più sangue e ossigeno e, se il blocco non viene rapidamente eliminato, va incontro a morte o necrosi.
Le manifestazioni cliniche che hanno come elemento comune la riduzione dell’afflusso di sangue al cuore causata da un coagulo vengono chiamate Sindromi Coronariche Acute (SCA).

Le Sindromi Coronariche Acute si distinguono in:

  • infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST: si tratta dell’infarto più grave, dovuto all’occlusione completa e stabile del vaso coronarico. Viene chiamato così perché quando il cardiologo esegue l’elettrocardiogramma riscontra una caratteristica elevazione (sopraslivellamento) di un tratto del tracciato del cuore;
  • infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST: è l’infarto meno pericoloso, dovuto ad un’occlusione incompleta o temporanea del vaso coronarico;
  • angina instabile si ha quando il coagulo di sangue provoca una riduzione transitoria dell’afflusso di sangue, così che il muscolo cardiaco rifornito dall’arteria interessata non è soggetto ad infarto.

Perché e come si forma la placca

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Le Sindromi Coronariche Acute sono dovute alla presenza di una placca
detta aterosclerotica, formata da materiale grasso, prevalentemente colesterolo,
che restringe l’arteria e riduce il flusso di sangue. La placca si forma quando
il colesterolo in eccesso resta a lungo in circolo e va a depositarsi sulle pareti
delle arterie. Le placche aterosclerotiche possono occludere il lume
dell’arteria anche per il 90% senza manifestare segni clinicamente evidenti.
I problemi cominciano in seguito all’infiammazione e alla rottura della placca:
il sangue che scorre nell’arteria entra a contatto con il materiale presente
all’interno della placca e attiva il meccanismo della coagulazione.
L’attivazione delle piastrine chiamate a “riparare” la rottura della placca porterà
alla formazione di un coagulo detto trombo. Quando l’arteria è completamente
chiusa dal coagulo, il sangue cessa del tutto di arrivare al cuore e si sviluppa
l’infarto miocardico acuto; se l’arteria è ostruita solo parzialmente dal coagulo
si svilupperà un’angina instabile.
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Sintomi

Quasi tutte le persone che hanno avuto un episodio di Sindrome Coronarica Acuta, infarto o angina instabile,
sanno che il sintomo caratteristico è il dolore toracico: nell’angina instabile si tratta di un dolore improvviso che si verifica di solito quando si è a riposo o a seguito di un modesto sforzo fisico e che dura in genere 5-10 minuti. In genere questi sintomi tendono a ripetersi più volte nell’arco della stessa giornata. Nell’infarto miocardico acuto invece il dolore toracico dura più di 20 minuti e non regredisce spontaneamente. Il dolore può essere molto intenso, con senso di oppressione e costrizione del torace e spesso tende ad irradiarsi al braccio o all’avambraccio sinistro o allo stomaco.
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Cosa succede dopo un infarto?

Nell’evoluzione delle Sindromi Coronariche Acute il fattore tempo e l’entità dell’occlusione dell’arteria giocano un ruolo fondamentale: se l’occlusione è solo parziale e viene avviata per tempo una terapia appropriata, ci sono buone possibilità di superare l’episodio. Se al contrario il restringimento causato dal coagulo è importante e la terapia ritardata, aumentano le probabilità di complicazioni. La prognosi della Sindrome Coronarica Acuta dipende dalla gravità delle cause scatenanti e dalla tempestività dei trattamenti.

Una volta stabilita la diagnosi
i medici attivano due tipi di intervento:

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L’angioplastica coronarica, una procedura di tipo interventistico
che serve a ripristinare un flusso di sangue normale all’interno delle arterie.
Per eseguirla, i cardiologi si avvalgono di cateteri a palloncino che una volta
introdotti nell’arteria vengono gonfiati per dilatare il restringimento.
Successivamente può essere impiantato uno STENT, cioè una retina
metallica che serve a mantenere aperta l’arteria.
La terapia farmacologica, che dopo una Sindrome Coronarica Acuta può
comprendere molti farmaci che vengono utilizzati sia per superare la fase
acuta che, dopo la dimissione dall’ospedale, per prevenire un nuovo evento
cardiovascolare.

Se si riesce a superare la fase acuta, le terapie chirurgiche e farmacologiche oggi disponibili permettono quasi sempre di tornare alla propria vita dopo l’infarto e riprendere le proprie attività. Certo, dopo un evento acuto il rischio di svilupparne un secondo è molto più elevato ma questo rischio può essere ridotto se si adottano tre regole fondamentali:
1. seguire scrupolosamente le terapie prescritte dal medico;
2. eseguire periodicamente i controlli previsti;
3. modificare il proprio stile di vita attraverso una dieta corretta e una regolare attività fisica.