Quali sono i sintomi dell’infarto?
L’infarto del miocardio consiste nella necrosi dei tessuti del muscolo cardiaco, conseguenti alla mancata irrorazione di sangue e di ossigeno ai tessuti stessi. In genere questa mancanza di afflusso di sangue avviene a causa dell’ostruzione delle arterie coronariche, che riforniscono direttamente il cuore, come può avvenire a causa della formazione di placche arteriose (si pensi all’accumulo di colesterolo LDL nelle vene e nelle arterie) e delle successive trombosi.
Saper riconoscere per tempo i sintomi dell’infarto è molto importante, per poter agire in maniera più tempestiva possibile. Gli studi hanno dimostrato che la velocità nell’intervento di soccorso è una variabile che può impattare considerevolmente sul tasso di sopravvivenza delle persone colpite da infarto.
È quindi molto importante che il soggetto stesso sappia riconoscere la sintomatologia dell’infarto, così come anche i suoi familiari, in modo da poter allertare in maniera tempestiva i soccorsi, fornendo le informazioni corrette. Intervenire con la massima velocità può salvare la vita della persona colpita da infarto del miocardio.
A seconda della gravità ci si può far portare da un familiare ad un pronto soccorso, chiamare direttamente i soccorsi al 118 oppure chiamare un’ambulanza privata nelle vicinanza che potrà portarci dal nostro cardiologo di fiducia oppure all’ospedale dove già siamo in cura. Per avere un contatto veloce delle ambulanze nella vostra zona potete contattare il sito ambulanza.it che vi permetterà di trovare il mezzo più idoneo nella vostra zona.
Ma quali sono i sintomi più comuni dell’infarto?
I sintomi legati all’infarto non sono sempre univoci ed uguali per tutti, ed in particolare possono essere presenti in intensità diverse. Raramente l’infarto è asintomatico, in genere comunque si possono avvertire alcuni segnali che potremmo catalogare come segue:
- sensazione di dolore e di peso sul petto. Questa sensazione non è transitoria, in genere dura per almeno dieci minuti e più.
- Sensazione di doloreche si può estendere al braccio, o ad entrambe le braccia, al collo, alla schiena ed alla mascella.
- In alcuni casi, fiato corto, dolore all’addome, sudore freddo, vertigini, stanchezza, bruciore allo stomaco.
Come riconoscere i sintomi e cosa fare
Nella maggior parte dei casi, i sintomi si verificano in corrispondenza dell’evento. Tuttavia, vi sono anche stati casi in cui la comparsa dei sintomi dell’infarto avviene anche giorni prima dell’evento.
Nei giorni precedenti, i pazienti hanno rivelato di aver sentito dolori al petto, una sensazione di pressione sul cuore specialmente in corrispondenza al movimento, che tende ad alleviarsi se il soggetto si mette a riposo.
Il dolore e la sensazione di pressione al petto, note in termini medici come angina pectoris, sono conseguenza del fatto che l’afflusso sanguigno al cuore diminuisce temporaneamente, pur senza causare subito la necrosi dei tessuti.
È molto importante che la conoscenza dei sintomi dell’infarto sia approfondita soprattutto fra le persone che sono a rischio, vale a dire persone anziane, che hanno familiarità con questa patologia, e che hanno abitudini di un certo tipo (sedentarietà, tabagismo, ipertensione, colesterolo alto), nonché soggetti con alcune patologie (diabete, sinfonie metabolica).
In caso di infarto è importante chiamare subito l’ambulanza e ricevere il soccorso adeguato. Alla diagnosi dell’infarto, che avviene per mezzo di un elettrocardiogramma e se necessario di esami del sangue, si può intervenire con una coronarografia urgente e con la successiva terapia medica.
La terapia medica contro l’infarto si basa soprattutto su farmaci antiaggreganti (che riducono il rischio che si verifichi nuovamente una trombosi) e farmaci che riducono il colesterolo. Questa terapia farmacologica può notevolmente ridurre la possibilità che si verifichi un nuovo infarto. Il soggetto infartato potrebbe essere chiamato, corrispondentemente a quanto riferito dal medico curante, introdurre delle modifiche nel suo stile di vita, ad esempio eliminare il fumo, migliorare l’alimentazione e combattere la sedentarietà.
Prevenire l’infarto: si può?
Molto spesso si discute sulla possibilità o meno di prevenire l’infarto.
Prevenire del tutto l’infarto non è possibile, ma è possibile cercare di ridurre i fattori di rischio che sono statisticamente collegati all’infarto.
Attraverso una corretta alimentazione, ad esempio, che cerchi di limitare l’apporto di carni grasse, colesterolo LDL, burro e carni rosse e prediliga frutta e verdura, è possbile ridurre i rischi di ostruzione delle arterie.
Anche fare la corretta dose di attività fisica aerobica ogni giorno è molto importante
per mantenere il cuore allenato ed in forma: bastano tre sessioni a settimana, per almeno 45 minuti. Bisogna cercare di eliminare il fumo e quei comportamenti errati che aumentano il rischio di malattie cardio-vascolari.
Infine si dovrebbe, per quanto possibile, cercare di ridurre lo stress e la fatica psico-fisica che possono causare l’infarto, come le ultime ricerche scientifiche hanno dimostrato.
